LUCIANO MOLINARI

BardolphDico che il signore s'è ubriacato tanto da perdere le sue cinque sentenze.

EvansI suoi cinque sensi! Ohimè! Cosa vuol dire essere ignoranti!

(W. Shakespeare, Le allegre comari di Windsor, a. I)

 

La barricaia ospita Opera Sensoriale, un’opera originale realizzata nel dicembre 2013 dal maestro ebanista Luciano Molinari con 199 varietà di legni, dai più comuni ai più pregiati, provenienti dai cinque continenti.

Composti in un mosaico che ricrea il logo della Cantina, i legni permettono al visitatore di mettere alla prova gli stessi sensi che partecipano all’esperienza enologica: dopo l’aspetto visivo dunque, quello olfattivo, con l’esame dei profumi esalati dai vasetti contenenti le segature dei legni più aromatici che compongono l’opera.

Luciano Molinari è un artista difficile da definire: è un pittore, ma i suoi colori non si acquistano in negozio; è uno scultore, ma non modella creta, né cera, né gesso. Luciano lavora il legno: per Majolini ha assemblato le forme e i colori di 1100 tasselli di legno di riuso, creando un quadro che rappresenta la caratteristica M della Cantina.

L’opera non coinvolge la sola vista, ma interessa anche l'olfatto: le segature dei 54 legni più aromatici del quadro rendono l’opera “olfattiva”, permettendo di mettere alla prova un altro senso compreso nel percorso degustativo del vino.

Ad ognuna delle 199 tipologie di legno impiegate in Opera sensoriale è stata dedicata la scatola di una tiratura limitata di Magnum di Franciacorta Majolini Brut, intitolata Opere Multiple. Ne ricordiamo alcuni:

  • il Rovere delle stesse botti in cui lo Chardonnay e il Pinot Nero della Cantina terminano la fermentazione e maturano.
  • Il Kaori Millenario delle Paludi, considerato il legno più antico e raro al mondo. Disponibile solo in una ristretta area della Nuova Zelanda, proviene da alberi caduti e rimasti sotto il fango delle paludi, in assenza di ossigeno, per oltre 30 mila anni. Si è conservato perfettamente.
  • Le Briccole veneziane: i pali di legno, generalmente di quercia, che indicano le vie d’acqua nella laguna veneta; sostituite per usura o danni provocati da parassiti marini.
  • Il Makassar, un Ebano endemico dell’isola di Sulawesi in Indonesia. Oggi uno dei legnami più rari, ricercati e costosi al mondo, utilizzato per oggettistica di lusso e gioielleria.
  • Il Maggiociondolo, un legno tossico. Si narra che la moglie che volesse liberarsi del marito servisse una zuppa calda in ciotole di questo legno, procurando al malcapitato una rapida morte... Oggi è impiegato in farmacologia!
  • Il Lignum Vitae, o Legno Santo, dalle Antille e dall’America centrale. È caratterizzato da un colore verde cupo o bronzo; dalla sua resina si ricavano olii e composti balsamici utilizzati in medicina e profumeria. Grazie alle sue caratteristiche di durata e auto-lubrificazione, fu scelto per costruire nel 1767 gli ingranaggi del primo orologio per la navigazione marittima.
  • L’Ebano Africano: molto denso, rarissimo, costoso e difficile da lavorare per la sua durezza, è ormai considerato come il Sacro Graal dei legni per liuteria ed ebanisteria, perché conferisce agli strumenti musicali un timbro unico. Lo caratterizza il colore scuro, dalla sfumatura cioccolato ad un nero quasi assoluto.

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