ALIGI SASSU

"Negli ultimi trent'anni abbiamo avuto tre grandi allevamenti di cavalli. Il primo è quello di Picasso... Altra scuderia, quella di Marino Marini, scultore... E il terzo allevamento appartiene ad Aligi Sassu. Cavalli galoppanti, rampanti, volanti, per lo più imbizzarriti, pieni di estro, eleganza... L'idea-cavallo abbandonata a sé stessa in scalpitanti fantasmagorie al sole mediterraneo, su spiagge e dirupi solitari. Cavalli che erano folate di vento, bizze d'amore, fiamme, rondini, strane creature, più simili a un sogno che a un capitolo di storia naturale". (Dino Buzzati, Corriere della Sera, Milano, 22 marzo 1965)

 

Da vent’anni Majolini associa il Franciacorta al mondo dell’arte: inaugurò l’abbinamento Aligi Sassu, creando appositamente per la Cantina una scultura in bronzo, i Cavalli innamorati, posti a dominio dell’intera valle e dei suoi vigneti.

Dal 1995 il più puro e secco dei Franciacorta Majolini, il Pas dosé , è dedicato allo scultore intransigente e rigoroso che per primo ha firmato da artista gli spazi della Cantina. Un vino dal carattere spigoloso suggella l’amore del maestro per la Franciacorta e l’amicizia che lo ha legato alla famiglia Maiolini.

Nel maggio 2007, l’Associazione Culturale Aligi Sassu di Besana Brianza ha organizzato una mostra intitolata La Vendemmia, esponendo opere inedite di Sassu appartenenti alla famiglia Maiolini. Per l'occasione Ezio Maiolini ha presentato in anteprima il volume IV, dedicato al maestro scomparso a Majorca nel 2000, dei Quaderni di Cantina, una collana di volumetti a tiratura limitata (Ezio Majolini Editore) che racconta i protagonisti e gli incontri che hanno fatto la storia della Cantina Majolini e del territorio in cui è inserita.

La mostra ha presentato acquerelli, schizzi e disegni realizzati durante gli incontri con la famiglia Maiolini, testimoni di un'amicizia cresciuta nel tempo. Giovani e fanciulle con grappoli in mano e fiori nei capelli, il Ritorno dai campi con i cesti colmi, le operazioni di pigiatura, Dioniso, il Bacchino seduto, la Vendemmia, gli Argonauti, le Menadi… le figure di Sassu sono forti e dinamiche, rese con un tratto sintetico che tiene in poco conto lo spazio prospettico a favore dell'organicità compositiva. L'obiettivo è stabilire un rapporto con la realtà e tradurlo in sensazioni pittoriche che parlino di dimensioni quotidiane: Sassu vi affronta il tema della fatica fisica, simbolo della lotta per la sopravvivenza, mentre il connubio mito-realtà gli permette di esprimere slanci sognanti e visioni fantastiche.

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