Aligi Sassu
"…Come la mano sapiente dell'uomo svela dalla materia la spiritualità dell'arte, così vigna e cantina svelano la suggestione della natura e la trasformazione del frutto in vino": così Ezio Majolini suggella il rapporto di amicizia che per anni ha legato la famiglia Majolini allo scultore Aligi Sassu.
Giovani e fanciulle con grappoli in mano e fiori nei capelli, il Ritorno dai campi con i cesti colmi, le operazioni di pigiatura e poi ancora Dioniso a Nasso, il Bacchino seduto, la Vendemmia, gli Argonauti, le Menadi, sono le opere inedite di Aligi Sassu - tutte appartenenti alla famiglia Majolini - esposte nella mostra La vendemmia, organizzata dall’Associazione Culturale Aligi Sassu a Besana, in Brianza.
La mostra si è tenuta nella villa in cui l'artista ha vissuto alcuni anni e dove sono rimaste parecchie sue sculture ambientate nel parco. Per l'occasione Ezio Majolini Editore ha presentato in anteprima il volume IV de I quaderni di Cantina, dedicato al maestro scomparso a Majorca nel 2000.
La mostra ha presentato acquerelli, schizzi e disegni, realizzati durante gli incontri con la famiglia Majolini, che testimoniano un'amicizia cresciuta nel tempo.
Le figure di Sassu sono forti e dinamiche, rese con un tratto sintetico che tiene in poco conto lo spazio prospettico a favore dell'organicità compositiva. L'obiettivo è stabilire un rapporto con la realtà e tradurlo in sensazioni pittoriche che parlino di quotidianità. Come in altre opere contemporanee, anche qui affronta le problematiche della fatica fisica, simbolo della lotta quotidiana per la sopravvivenza, mentre il connubio mito-realtà gli permette di esprimere slanci sognanti e visioni fantastiche.
Espressionista e con un colore intenso, assolato e mediterraneo, la grande opera Vendemmia ben rappresenta il tema dominante della collezione: un corredo iconografico dedicato all’uva e all'immagine del vino.
L'opera maggiore della collezione monografica di famiglia sono certamente i Cavalli bronzei, collocati nello spiazzo antistante la cantina a presidio dell'intera vallata. La scultura, imponente e leggiadra, sancisce il valore di questa terra, che il maestro ha voluto celebrare con il desiderio di realizzare proprio qui, un domani, un museo dove arte e natura potessero fondersi in perfetta armonia.
Biografia dell'artista: http://it.wikipedia.org/wiki/Aligi_Sassu
Giuseppe Bergomi
Giuseppe Bergomi è uno degli artisti bresciani contemporanei più noti in campo nazionale e internazionale. Le sue sculture appartengono a prestigiose collezioni e sono ubicate in notevoli luoghi pubblici, da Montecitorio a Roma, alla città di Nagoya in Giappone.
Giuseppe Bergomi nasce a Brescia nel 1953 e si diploma in pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera. Dopo un esordio come pittore, nel 1981 inizia l'attività di scultore dedicandosi quasi esclusivamente alla terracotta policroma. A questa esperienza si affianca a partire dal 1989 la fusione in bronzo. Bergomi ha vinto il Grand Prix Château Beychevelle 1993 dell'omonima fondazione per l'arte contemporanea a Beychevelle (Bordeaux). Nel 1997 gli viene conferito il premio Camera dei Deputati. L'artista vive e lavora nel borgo storico di Ome.
La visita allo studio dello scultore offre spunti di grande interesse perché oltre al processo creativo consente di conoscere il grande e pesante lavoro manuale che richiede la pratica scultorea.
La visita alla cantina Majolini, che ospita diverse opere dell’artista bresciano, è una piacevole conclusione della visita che ci porta a conoscere il maestro e la sua terra natale.