Località Borbone
Località Borbone
Un portico del borgo
Sant’Antonio, località Martignago

ACCOGLIENZA | Il borgo di Ome

Nel cuore della Franciacorta, l'antico borgo storico di Ome è adagiato nella conca dei torrenti Gandovere e Martignago e circondato da monti boscosi e colli coltivati a vigneti e oliveti.

Lo splendido paesaggio lungo la strada del vino, i monumenti storici e le terme, offrono al visitatore numerose occasioni di benessere sensoriale e arricchimento culturale.

Il toponimo di Ome deriva da Home o Hometum: termine germanico che significa "casa di pietra". Il toponimo sottolinea l'abbondanza in loco di abitazioni in pietra, in tempi in cui erano generalmente prevalenti le costruzioni di legno. Il nome di origine celtica deriva dalla lingua parlata delle popolazioni del nord giunte in Franciacorta.

Il borgo è diviso in contrade e case sparse, con toponimi anche preistorici come Fus, Nas, Ertina, Valle, Martignago, Borbone, che testimoniano l'origine pre-romana del sito. Varie contrade del paese hanno conservato un pittoresco aspetto medioevale.

Nella contrada Valle, attraversata da una strada molto antica che collegava la Franciacorta con la Valtrompia, sono visibili elementi architettonici medievali e affreschi sulle pareti delle case, raffiguranti santi protettori dei viandanti. Così pure nelle contrade di Martignago e Cerezzata sono ubicate abitazioni medievali in pietra a vista e l'antica sede del Torcolo. Interessanti diversi palazzi cinquecenteschi e ottocenteschi con porticati e logge.

Comune di Ome

Nella piazza principale la chiesa di Santo Stefano conserva affreschi quattrocenteschi. Attorno alla costruzione originaria del XV secolo si edificò tra 1693 e 1704 l’attuale chiesa parrocchiale su progetto di F. Spazzi.
La parrocchiale conserva notevoli opere d’arte: la cantoria e la cassa d’organo, mirabile opera d’intaglio di Andrea Fantoni (1656-1734), alcune statue lignee sempre dei Fantoni e il settecentesco altare maggiore del Barboncini. Splendidi marmi policromi lavorati con pietre dure abbelliscono la chiesa. Le pale d’altare sono di pregevole fattura: dalla pala del Santissimo Sacramento a quella del Rosario di G. Cossali del 1597, dall’altare di San Valerio all’altare del Sacro Cuore.

Il santuario della Madonna dell’Avello
La Madonna dell’Avello
Affreschi del Santuario della Madonna dell’Avello
Affreschi del Santuario della Madonna dell’Avello

Il Santuario della Madonna dell’Avello sorge sul colle della contrada di Cerezzata e risale al XV secolo. Il santuario conserva una statua della Madonna in pietra locale dipinta che è l’immagine della Madre di Dio più antica in terra bresciana.
Il Santuario subisce innumerevoli ampliamenti e trasformazioni nel corso dei secoli.
Nel Cinquecento le pareti della navata vengono affrescate con un ciclo di 159 figure intere di Santi e Madonne ad opera della Scuola Lombardo-Veneta.
Nel 1619 è affrescato il martirio di Sant' Erasmo, Vescovo di Formia, la cui devozione era molto diffusa in quel tempo. Nel 1684 è posata la campana maggiore sulla torre campanaria quattrocentesca.
A causa dell’aumento dei visitatori, durante il settecento il santuario viene ampliato. La planimetria dell'edificio viene ruotata di 180°, assumendo l’assetto attuale: a est il portale (1712), a ovest il presbiterio con l’altare in marmo policromo (1739), la nicchia quattrocentesca con la statua della Vergine e l’ancona in pietra policroma disegnata da Domenico Carboni. Viene quindi collocato il prezioso organo settecentesco, sacrificando tre affreschi, e nel 1755 viene costruita la sacrestia con volta affrescata con scene delle litanie del rosario.
Nella seconda metà del secolo gli affreschi vengono ricoperti da uno strato di calce, stesa per ordine del Vescovo Marino Giorgi (1777) e da allora degli affreschi se ne perde memoria.
Nel 1954 Padre F. Murachelli segnala questo monumento quattrocentesco e i suoi affreschi affioranti dalla calce.
Dal 1972 al 1976 la commissione, denominata Cappellania di Cerezzata, sorretta dall’entusiasmo e dal volontariato della popolazione, recupera gli affreschi, restaurati da Mario Pescatori e Gian Battista Simoni e ultimati da nel 1984 da Romeo Seccamani.
L'8 settembre di ogni anno si celebra presso il santuario la tradizionale festa della Natività della Madonna, con manifestazioni folcloristiche e culturali.
Per prenotare visite al Santuario della Madonna dell’Avello: comune di Ome - tel 030 652025

La chiesa di San Michele
La chiesa di San Michele
Il borgo Martignago ai piedi della collina di San Michele

In contrada Goiane sorge la chiesa di San Michele. La struttura attuale è quattrocentesca con affreschi del XV e XVI secolo, ma è documentata archeologicamente l’origine longobarda. Nonostante la perdita e il deperimento di quadri, arredi e affreschi è restata quasi integra l'architettura. La navata unica è scandita da due archi in pietra locale poggianti su basamenti aggettanti. Il pavimento è in cotto e il tetto ha due falde con travi a vista. Gli affreschi votivi raffigurano San Michele, la Vergine, San Rusticano, la Trinità e il ciclo della vita di Gesù.

Chiesa di San Lorenzo in Valle

Nella contrada Valle sorge la chiesa Diaconale di San Lorenzo a testimonianza di un importante punto di incontro tra la Valle di Ome e la Val Trompia e Val Camonica. Una pietra infissa sull’esterno dell’abside ricorda la data della posa della prima pietra con la seguente epigrafe: PRIMUS LAPIS POSIT. Die VIII sepetem.1748. Con una legge del 1867 il governo italiano confisca tutti i beni a Monasteri, Congregazioni di Carità e Cappellanie, vendendoli ai migliori offerenti - e cosi anche i beni della Cappellania di San Lorenzo vengono indemaniati. Ma la famiglia Chimina rivendica i beni pagandone il riscatto, cedendoli poi alla nuova “Commissione Amministrativa dei beni della Cappellania” formata dagli abitanti della contrada Valle uniti in assemblea.

Il borgo del Maglio
Il maglio Averoldi
Il maglio Averoldi
Casa Museo Pietro Malossi
Casa Museo Pietro Malossi
Casa Museo Pietro Malossi

Fra i monumenti più importanti del borgo è il maglio Averoldi del XV secolo. Situato in località "Grotta", a sud del comune di Ome, è raggiungibile superando un ponticello medievale, denominato Poia, dalla S.P.47 che collega Ome con Monticelli Brusati. Il maglio, databile al 1080, fa parte di un complesso di fabbricati medievali integri di rilevante valore storico, composti da un edificio a due piani adibito a fucina per la lavorazione del ferro, un antistante porticato ad uso comune e locali per deposito e impianti di movimento e apporto dell'acqua. Unico maglio ancora funzionante della provincia di Brescia, è inserito nel circuito museale “Le vie del Ferro e del Fuoco”. Presso il maglio, nelle giornate di sabato e domenica di ogni settimana, due brusafer (specialisti fabbri ferrai) sono a disposizione dei visitatori per la dimostrazione della lavorazione del ferro con l'antica tecnica del damasco. Il museo Maglio Averoldi collabora con il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano).

La casa dove abitò Andrea Averoldi, scomparso nel 1984, maestro nell’arte di forgiare il ferro al maglio, oggi ospita la Casa Museo Pietro Malossi, dove si conserva la preziosa collezione di Pietro Malossi: il museo, una sala del quale è dedicata a Francesco Medici, maestro incisore e scultore, ospita mostre temporanee (finora dedicate a Francesco Medici, Giuseppe Bergomi, Aligi Sassu).

Per approfondimenti e prenotazioni:
Il borgo del Maglio
via Maglio 51, 25050 Ome (BS), tel 030 6527289

L’orto botanico nella valle di Fus
L’orto botanico nella valle di Fus
L’orto botanico nella valle di Fus

Nella valle del Fus, parte della collina su cui è collocata la Cantina, è situato l’Orto Botanico delle conifere coltivate, dove è possibile assaporare momenti di pace, di gioco o di studio, alla ricerca della conoscenza e della singolare ospitalità del parco.